Author Archives: Antonio Chiappetta
Delegazione di spiaggia e Capitaneria.
Per ricostruire la cronistoria della presenza dei militari del corpo delle Capitanerie di porto e della Guardia costiera al Porto di Maratea e renderne testimonianza in questo spazio, ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione del maresciallo in pensione Antonio Mendicino che, per anni, ha svolto la propria funzione nell’ufficio circondariale marittimo.
Le capanne
Non molti di voi ricorderanno cosa fossero, e quale funzione avessero, le capanne che venivano costruite sulla spiaggia del Porto fino agli anni sessanta. In effetti “la tradizione” continuò anche oltre quella data, almeno fino a che la costruzione del molo nord e della banchina, non eliminarono per sempre la spiaggia.
La necessità di costruirle, era dettata dal fatto che, essendo le barche dei pescatori esclusivamente di legno, durante l’estate, andavano protette dal sole che, altrimenti, tendeva a dilatare il fasciame (detto taùlama in dialetto) con le conseguenze che è facile immaginare. Ovviamente non tutte le barche
Ad Aldo
E così, una tranquilla sera di Settembre, l’amico fraterno Aldo ci ha
lasciati. Se n’è andato nel “suo” mese, quando è appena iniziata la stagione
della pesca delle alici e dei tonnetti, consentita ai giapponesi ma non agli
Italiani e da noi non più praticata ormai da qualche anno, per qualche
problema di gioventù.
Un amante del mare, il suo mare, che mal sopportava potesse essere
limitato da vincoli e avere la sensazione di essere chiusi in una riserva
Indiana.
Chi non ha condiviso l’infanzia con i ragazzi del ‘52, sulla spiaggia del
Porto e poi del Crivo, non può capire il legame profondo che ci unisce,
perché per noi Aldo non è morto e mai morirà fin quando vivremo.
E’ enormemente difficile trovare le parole per dare l’estremo saluto ad una
persona che di parole, per il Porto, ne ha sempre avute di belle, a volte
critiche, ma sempre divertenti, tanto da strappare un sorriso a chiunque
l’ascoltasse.
Abbiamo avuto il privilegio e la fortuna di condividere appena settant’anni
di vita, niente in confronto a chi ha l’eternità, per fare con lui, e sono tanti,
una partita a tressette o una pescata a bolentino. Per non sbagliare uno
gliel’ho messo nella bara. Non si può mai sapere… un bacio nel vento.
In ricordo del serg. cann. Beniamino Zaccaro.
Il ricordo va esteso a QUANTI ERANO CON LUI SUL SOMMERGIBILE “JANTINA”, dopo il recente ritrovamento del suo relitto.
Relitto del sommergibile italiano Jantina affondato durante la seconda guerra mondiale dal sommergibile britannico HMS Torbay, giace a sud dell’isola di Mykonos, Mar Egeo, Grecia, 03.11.2021
– Da “Con la pelle appesa a un chiodo” – Jantina :
“Entrato in servizio il 1 marzo 1933, era un “sommergibile di piccola crociera della classe Argonauta (650 tonnellate di dislocamento in superficie e 800 tonnellate di dislocamento in immersione). Insieme al gemello Jalea, si distingueva dalle altre unità della classe per il diverso apparato motore (motori diesel FIAT e motori elettrici CRDA, mentre Salpa e Serpente avevano motori diesel Tosi e motori elettrici Marelli, ed Argonauta, Medusa e Fisalia avevano motori sia diesel che elettrici CRDA).
Effettuò in guerra 7 missioni offensive/esplorative e 4 per trasferimento od esercitazione, percorrendo in tutto 5634 miglia in superficie e 1203 in immersione, e trascorrendo 72 giorni in mare”
Beniamino
E così, in una gelida giornata di gennaio, ha lasciato per l’ultima volta il Porto. E’ andato a riunirsi alla “chiurma” dei mitici zu Monicu, u Vaccaru, Cilarduzzu e tutti gli altri Marinai per andare a pescare nel mare LIBERO del Paradiso. Solo chi ha conosciuto o avuto, come quelli della mia età, o poco più giovani, la fortuna di frequentarli quando il cemento non aveva ancora fatto scempio della spiaggia, può capire il vuoto definitivo che hanno lasciato.