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Il cinquantaduesimo compleanno della classe ’52 … di Antonio Ricci
Che cosa rende unico un posto bellissimo? Gli abitanti, Il rispetto spontaneo e l’affetto immediato per i grandi vecchi, per le vicine con il fazzoletto in testa e soprattutto per gli amici che poi diventano fratelli. Andammo a festeggiare in un ristorante di Aieta, quasi in montagna, scelto da Claudio per evitare qualsiasi imbarazzo a Umberto. Ma l’idea era stata mia.
Tonino, Michele, Umberto, Claudio, Aldo: io e i miei fratelli di Maratea, tutti nati nello stesso anno, insieme a tavola. Aldo iniziò a raccontare una serie di episodi irresistibili, alcuni che già conoscevamo ma altri tirati fuori al momento. Infanzia, mare, pesca, vita, personaggi mitici: L’ingegnere Aroldi, l’architetto Berardi, Giorgio Bassani, i Puccini, il conte Rivetti, Antonio ‘i Rosa, Beniamino, zu’ monaco, Felipe, Caramello, Biagio, Vincenzo a Mare, Italo a Formia …Epicuro…Avevamo 52 anni e la vita già ci aveva messo alla prova, ma il futuro sembrava ancora illimitato. Aldo inanellava racconti mirabolanti, però veri, e noi ridevamo come pazzi con le lacrime.
Una bellissima sorpresa di Flavio Garreffa
UNA BELLISSIMA SORPRESA
Scrivi un racconto in cui il protagonista vive una situazione che all’inizio sembra normale oppure
difficile, ma che si conclude con una sorpresa bella e inaspettata.
ZIO ALDO
Era una sera d’autunno, io, mio padre e il mio carissimo amico Aldo, siamo usciti in barca. Appena
usciti dal porto ci siamo recati presso la postazione di pesca, abbiamo pescato: TOTANI,
CALAMARI E SAURI (pesce azzurro), per poi rientrare. Il giorno successivo, dovevamo uscire
nuovamente ma purtroppo il mio caro amico, aveva già da tempo una malattia chiamata FIBROSI
POLMONARE. Io e mio padre dispiaciuti parlavamo: io “papà, ma ora che Alduccio non potrà venire
più con noi a pesca, come faremo?” papà: “figlio mio, lo so ma purtroppo è la vita e fortunatamente
Alduccio è solo limitato in alcuni movimenti”. Io pensavo: sarà davvero così? Beh, è solo l’inizio di
un susseguirsi di eventi che peggiorano la salute di Aldo. Lui era un amico di pesca, di vita e di mille
avventure. I suoi polmoni purtroppo, nel corso del tempo si sono deteriorati, andando sempre verso
il basso e mai verso l’alto. Fortuna ha voluto che era anche mio vicino di casa. Lui aveva sempre h24
le bombole dell’ossigeno collegate per poter respirare. All’inizio l’ossigeno che gli ser viva era poco,
cucinava da solo e aveva una badante che ogni giorno andava a trovarlo, proprio come me, poteva
piovere o nevicare, ma ogni giorno ad Aldo dovevo andarlo a trovare. Molte volte mi ha chiamato in
suo a iuto, per regolare il suo flusso d’ossigeno, perché lui in difficoltà da solo non ce la faceva, infatti,
dove io non riuscivo ad aiutarlo venivano in soccorso i dottori con l’ambulanza e lo portavano
all’ospedale. Ogni volta che lo aiutavo ero sopraffatto da due emozioni: sollievo e molta paura.
Provavo sollievo perché nel mio piccolo l’avevo aiutato e molte volte salvato la vita. Mentre paura,
perché ogni minimo errore contava e poteva, da un momento all’altro, non farcela più. Ebbene si,
ALDO per me è sta to come un secondo NONNO, ogni volta che ci andavo mi strappava un sorriso e
soprattutto mi regalava sempre dei dolcetti al pistacchio. Mi aveva perfino dato un soprannome,
questo era “ACEDDUZZO”.
Ora il mio amico non c’è più, ma ha lasciato nei nostri cuori un ricordo indelebile: il suo amore verso
il MARE E LA SEMPLICITA’ CHE LO CONTRADDISTINGUEVA.
Il successivo mese al suo decesso, la figlia mi chiamò e mi disse di andare a casa sua. Aldo aveva
pensato a me, una bella sorpresa inaspettata: la sua barchetta “lanzicedda” blu l’ha lasciata in mia
custodia… Ti ringrazio infinitamente di tutto ALDU’…
Quanto è antica la festa del Porto? (di Luca Luongo)
Questa domenica si concluderà la festa di S. Maria di Porto Salvo, protettrice della frazione Porto di Maratea. A questa invocazione è intitolata anche la principale chiesa del Porto. Sempre domenica ci sarà la tradizionale processione sul mare. Ma quanto è antica questa tradizione?
La confraternita di S. Maria di Porto Salvo.
In molti libri, e in ultimo nei testi del progetto Maratea Sacra (i cartelli presso le chiese della nostra città), si sostiene che la chiesa del Porto risalga al XVIII secolo.
In realtà, non esistono documenti o tracce architettoniche a prova di quest’idea. Di una cappella di «S. Maria di Portosalvo» si parla in un documento del 1746, ma ci si riferisce all’altare dedicato a questa invocazione mariana nella chiesa del Rosario.
Lì aveva sede la Confraternita dei Marinai di Maratea, esistente almeno dal 1598.
Ritorno dalla pesca (di Letizia Labanchi)
Tornano all’alba
le barche
e si avvicinano a riva
con ritmici tonfi di remi.
I pescatori
hanno il volto segnato
dal travaglio notturno,
ma lo sguardo riflette
la forza serena
che solo dà il mare.
Li accolgono bimbi festosi
e le donne
nel terso mattino
fra lo sciabordare dell’onde
e il vociare confuso.
Le ceste ricolme,
si avviano le donne
a vendere il pesce
lucido e ancora guizzante;
si attardano gli uomini
stanchi, sul lido,
parlando della comune fatica.
Distenderanno fra poco
le reti sulla sabbia salmastra
e attenderanno la sera
per nuove esperienze,
per nuove rischiose avventure.
Porto Salvo
Abbiamo il piacere di ospitare, in questa sezione del sito, questa originale poesia/preghiera composta del nostro amico siciliano Calogero Ballì di Longi, in provincia di Messina; Calogero è un autentico e sincero amante di Maratea (in particolar modo del Porto) e delle sue Tradizioni, non ultima, fra queste, quella relativa ai festeggiamenti di Maria Santissima di Porto salvo.
Bedda Matri di lu Portu
Datani paci, fidi e cunfortu
E si ppi mari nni pirdemu
Sempri a Vui n’arrivulgemu
Non c’è pena e non c’è scantu
Si nni cummogghia ‘u Vostru mantu
E ppi lu Vostru Santu Figghiu
Datini amuri, forza e cunsigghiu
E taliannu versu ‘u mari
Mi veni sempri da pinsari
Chi ppi Vui Matri Santa
Lu nostru cori preja e canta
‘Nta lu Portu ‘i Maratia
Sulu sta festa s’addisia
Quannu arriva ‘a staciuni
Vi prjamu ‘nginucchiuni
Ppi ddu jorna Vi spittamu
E sempri a spadda vi purtamu
Sia pi terra chi pi mari
Vi vulemu fistiggiari
Di lu Crivu a Santujanni
Di Cersuta finu ‘e Vranni
Si c’è ventu o assai currenti
Turnamu o portu tempo nenti
Du Canali ‘i Mezzanotti
Di Iumiceddu a “‘Ni Paddotti”
Si ni pigghia a Tramuntana
Nni firmamu a la “Tunnara”
Si c’è ventu la matina
Salutamu la “Ruina”
E si pisci nni suverchia
Nu rrustemu a “Cala Vecchia”
Di la punta ‘i “Marimortu”
O da la spiaggia ‘i “Sutta a l’Ortu”
Di “Acquafridda” a la “Marina”
Di Portu Salvu siti Riggina
E taliannu di “Caliannita”
Di unni Fiorenzanu issava a Rita
E di lu Crivu sempri taliava
Ssi cacchi tunnu ci passava
Bedda Matri di lu Portu
Io Vi preju pi cunfortu
Di sta terra Vi salutu,
Bedda Matri datini aiutu.