Schettino Raffaele
detto ù Vaccaru perchè, quando non impegnato nella pesca, accudiva le mucche della famiglia della moglie Assunta. In una fredda serata di gennaio ci ha lasciato uno degli ultimi grandi marinai del Porto, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere apprezzandone la grande abilità nell’arte marinaresca.Solitamente preferiva calare i mestieri da solo sia reti che ami. Un giorno l’ho visto mentre innescava una catranella con i “cazzi di mare” (oloturie) buttando gli ami ,alla rinfusa sulla “spasella” della coffa. Guardandolo allibito pensai che quegli ami andavano calati di notte e da solo mentre io e mio fratello, pur di non fare aggrovigliare il filo,mettiamo una cura meticolosa per la stessa operazione. Non potrò mai dimenticare il giorno in cui (in effetti non mi sembrava vero) venne con me a calare una coffa con il mio gozzo. Per meglio capire il personaggio vi invito a visitare la sezione Storie del sito dove Aldo ne traccia un profilo assolutamente fedele. Non mancate di leggere la poesia nella relativa sezione, dedicata al Vaccaro da Franco Chiappetta.
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