Raele Vincenzo
detto Cazzaneddu . Era un celebre pescatore bevitore e bestemmiatore, era privo di un braccio e di un occhio e viveva secondo natura, alzandosi al sorgere del sole e coricandosi al suo tramonto , non prima di averlo salutato riverentemente. Le cernie erano i pesci che amava pescare con i filaccioni conoscendone perfettamente le tane. Viveva in un basso da solo trascorrendo la maggior parte del tempo a bere vino. Essendo imparentato con Tresina ì Sceru, quasi ogni giorno, andava a pranzo da lei per cui i soldi che guadagnava vendendo le cernie che pescava, servivano unicamente alla scorta di vino e tabacco per la pipa. Quando le scorte stavano per finire era costretto ad andare di nuovo a pesca. Possedeva una piccola barca cui aveva dato nome “Balilla” essendo egli un simpatizzante del regime fascista. Quando vi fu il referendum per il passaggio dalla Monarchia alle Repubblica, il Sindaco dell’epoca scese al Porto e, incontrando Cazzaneddu cercò di convincerlo a cambiare nome alla barca che ricordava un passato sconveniente. Raele lo ascoltò in silenzio e ,quando questi andò via, chiamò quattro ragazzi e con il loro aiuto, gettò l’imbarcazione sotto il muro della mbraiata distruggendola. “Sta varca addavutu nu nomi sulu e chistu restiti” disse. Da quel giorno non andò più a mare.
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