Sarago maggiore
A voler azzardare una etimologia del termine si potrebbe ipotizzare quella di far derivare uaràtu dal lat. volg. “bàrra” da cui l’aggettivo barrato corrotto in varràtu da cui uaràtu. La livrea del pesce è, del resto, caratteristica per le sei-sette fasce verticali scure a mo’ di barre. Le più autorevoli ipotesi derivate dall’arabo e dall’ebraico, portando al significato di “maculato”, ci sembrano poco concordanti con la specie diplodus vulgaris cui appartiene il sarago maggiore. Si riproduce nei mesi di gennaio-marzo nel Mediterraneo orientale e più tardi, in primavera, in quello occidentale. Si nutre di crostacei, invertebrati bentonici, da giovane, anche di alghe. Predilige particolarmente il riccio Paracentrotus lividus, di cui è il principale predatore, ma solo quando raggiunge la maggiore taglia con relativo sviluppo della dentatura, che gli permette di rompere il guscio anche se provvisto di aculei.
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