Polpo

Il termine “polpo” ha origine dal gr. πολύς (polýs), “molto”, e πούς, (poùs), “piede”, “dai molti piedi”. È un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 m. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, perché ricchi di nascondigli, fessure e piccole caverne in cui nascondersi (l’assenza di endo ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma, e di passare attraverso cunicoli molto stretti).  In genere i maschi sono più grandi delle femmine. Può spostarsi rapidamente espellendo con forza l’acqua attraverso un sifone, che viene utilizzato anche per l’emissione dell’inchiostro nero usato in funzione difensiva per confondere possibili. Il polpo possiede 3 cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione nel dettaglio. Sfrutta questa abilità sia per mimetizzarsi che per comunicare con i suoi simili.

La scheda tecnica

Nome latino:
Octopus vulgaris
Nome portaiolo:
pùrpu
Famiglia:
Molluschi
Lunghezza media:
40 cm.
Lunghezza massima:
300 cm.
Peso medio:
350 gr.
Peso massimo:
5000 gr.
Dove si pesca:
Nei bassi fondali ma non oltre 200 metri
Come si pesca:
Con le reti di fondo o con la polpara innescata ache con un pezzettino di stoffa bianca.

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