Archivi per la categoria ‘I pesci’
Caviglione
Il nome è esplicito riferimento alla testa molto gibbosa come in soggetti colpiti da rogna. Somigliante ma da non confondere con la gallinella. Simile agli altri caponi, si distingue principalmente per le piccole dimensioni, per la profonda infossatura dietro l’occhio e per le due spine pungenti sopra l’occhio. La riproduzione si ha in primavera e le sue uova sono planctoniche. Si nutre di piccoli organismi animali viventi sul fango del fondo.
Pesce ago
Dal fr. “parcer”, bucare. l suo aspetto è caratteristico e molto simile a quello degli altri singnathidae, con corpo così sottile ed allungato da apparire filiforme, bocca molto piccola su di un muso corto e diritto con una carena superiore.Si rinviene anche in acque salmastre. Si nutre di organismi planctonici, stadi larvali di pesci e piccoli invertebrati epifiti di zostere e posidonie.
Calamaro
E’ un mollusco cefalopode, cui appartengono due sottordini. Come tutti i Cefalopodi, possiedono una testa distinta dal resto del corpo, simmetria bilaterale, un mantello e delle braccia. È caratterizzato da conchiglia interna e corpo allungato con pinne laterali che raggiungono l’estremità posteriore della sacca. Possiede 10 tentacoli di cui 2 più lunghi e ricoperti da più file di ventose. Il colore è roseo-trasparente con venature rosso scuro e violetta.
Gallinella
La gallinella è la specie di triglide più importante per la pesca italiana. Ha una testa grande e massiccia con un muso ben visibile e sporgente. La colorazione del corpo è brunastro o rossiccio sul dorso mentre sui fianchi vira sul rosa salmone. Il ventre è bianco. Può emettere suoni brontolanti con la vescica natatoria. Quando viene inseguito intorbida l’acqua per confondere il predatore.
Aragosta
E’ un crostaceo. Ha una taglia medio-grande con una lunghezza media di 20-40 cm e massima di 50 cm ed il peso fino a 8 kg. Il corpo è di forma sub-cilindrica, rivestito da una corazza che durante la crescita cambia diverse volte per ricrearne una nuova. Il carapace è diviso in due parti, il cefalotorace (parte anteriore) e l’addome (parte posteriore), con una colorazione da rosso-brunastro a viola-brunastro ed è cosparso di spine a forma conica. L’addome è formato da 6 segmenti mobili. Anteriormente presenta due antenne più lunghe del corpo, ripiegate all’indietro, gialle e rosse a tratti, che hanno la funzione di organi sensoriali e di difesa; sulla fronte sono anche presenti due spine divergenti a V. A differenza di altri crostacei (ad esempio granchio ed astice), non ha chele. Si nutre di plancton, alghe, spugne, anellidi, pesci, a volte anche carcasse di questi.
Rombo
Dal gr. “rhόmbos”, lat. “rhόmbum”, rombo. Per somiglianza di forma. La riproduzione va dalla fine dell’inverno alla primavera. Si nutre di pesci, crostacei e molluschi. La sua carne è un po’ meno buona di quella della sogliole. La livrea può essere color sabbia con chiazze scure irregolari e sfumate oppure più scura con macchie ocellate scure con centro chiaro, ben definite. Quest’ultima colorazione è più frequente nei maschi.
Sogliola
Con il nome comune Sogliola si indicano alcune specie di pesci d’acqua salata appartenenti alla famiglia dei soleidi e dei pleuronectidi.
Sono pesci la cui evoluzione li ha portati alla postura sdraiata su un fianco, con uno dei due occhi che si è spostato a fianco dell’altro, sul lato rivolto verso la superficie dell’acqua. Anche la colorazione ha seguito quest’evoluzione: il lato rivolto verso il fondo è bianco, quello verso l’alto è bruno, marezzato, mimetico e spesso camaleontico: le sogliole riescono infatti a cambiare colore per imitare l’ambiente circostante grazie ai cromatofori, cellule con pigmenti colorati dell’epidermide. Dal catalano “palaya”, lat. tardo “pelàicam”, gr. “pelagikόs”, marino, di alto mare. Si nutre soprattutto di policheti, di ofiure, oloturie, molluschi, crostacei decapodi e anfipodi. La sua carne è molto apprezzata in cucina: di sapore molto delicato, non deciso né caratteristico.
Seppia
La seppia è di forma ovale, circondata da una pinna che agita per muoversi nell’ambiente, e presenta 10 zampe, di cui 8 sono veri e propri tentacoli di pari lunghezza e le rimanenti sono lunghe appendici retrattili dotate di ventose denticolate, adibite alla difesa e spesso alla riproduzione. L’animale presenta anche occhi sporgenti con una pupilla molto sviluppata e a forma di W. E’ animale capace di mimetizzarsi a seconda del fondale che trova in pochissimi secondi e nel mantello, oltre al famoso osso, il suo scheletro interno di conchiglia, ha una sacca per l’inchiostro, il quale viene espulso quando la seppia si sente minacciata. Si nutre di granchi, pesci e altri molluschi. Se il maschio della seppia viene rifiutato, per cercare di accoppiarsi comunque, trasforma il colore dei tentacoli e assume la configurazione, in pratica, si traveste da femmina, per attirare altri maschi.
Polpessa
La polpessa ha sembianze simili a quelle del polpo comune, dal quale si differisce per i tentacoli più snelli e più lunghi e per il corpo a forma di sacco anch’esso più lungo ed appuntito. La pelle è liscia, ma può diventare ancora più verrucosa di quella del polpo comune e il colore è bruno rossastro provvisto di macchie irregolari bianche diffuse su tutto il dorso. A differenza del polpo, non si costruisce un rifugio stabile, ma si adatta a ciò che trova, magari a quanto realizzato da altri animali e poi abbandonato.