La vita del borgo

Aneddoto (di Tania Formica)

Volentieri pubblichiamo un aneddoto inviato da Tania sul giorno della nascita del padre Saverio che, come tante altre testimonianze contenute nella sezione “la vita del Borgo”,dà l’esatta sensazione di nu munnu ca no ngè cchiù. Era il 26 settembre del 1937 e le onde di una mareggiata si rincorrevano sulla grande spiaggia del Porto,in una

Don Pietro

Nella vita del borgo del Porto di Maratea, abbiamo scritto, sia io che Aldo Fiorenzano,di vari personaggi carismatici che hanno attraversato la nostra giovinezza lasciando in noi,e non solo, ricordi indelebili . Sono venute cosi le storie di Padressalerno, l’Ingegnere, L’Architetto ecc. Pur con colpevole ritardo voglio ricordare adesso una figura che sicuramente trova la

i Libbani (corde vegetali)

I Libbàni (corde vegetali) Nella narrazione della vita del borgo del Porto di Maratea, mancava, anche se ne avevo fatto cenno raccontando le attività giornaliere delle donne dei marinai, la lavorazione dei “libbàni” o corde vegetali. Essendone stato diretto testimone, ricordo benissimo il battito ritmato delle “mazzòccule” (un grosso matterello privo di un manico) nella

C’era una volta il porto. Appunti di storia durante l’età moderna (XV- XVIII sec)

  Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro sito, un contributo molto speciale e qualificato che l’amico Luca Luongo ha voluto gentilmente dare. Speriamo vivamente che non voglia fermarsi a questo ma che in futuro, ci voglia onorare con altri preziosi scritti.   La ricostruzione dell’ambiente, naturale e antropico, di un territorio nel passato è

Le mareggiate

Quanti di voi hanno avuto la “fortuna” di assistere dal vivo ad una mareggiata a Maratea e, in particolare, al Porto? Dico fortuna perchè, dal mio punto di vista, assistere, possibilmente da debita distanza, alla furia del mare è uno spettacolo che ogni volta mi lascia meravigliato ed eccitato al tempo stesso. L’ultima che mi

Padressalerno

Nella sezione dedicata alla vita del borgo marinaro del Porto di Maratea, non si può non parlare di una figura carismatica che ha segnato un trentennio della storia della comunità: padre Raffaele Salerno da Foggia. La frazione porto, fino a tutto il 1955, non era sede di  parrocchia, per cui nella chiesa di Maria SS

Una strada del Porto,di mattina, tanto tempo fa

Saglì da ‘u Portu, cu a cìsta ‘ncapu, Vicenza a Pulacca e chiamaviti da mmenza a via: Nannì, Nannì tengu i pisci i tartanu! Subbitu scinniviti Nannina cu nu piattu vacantu e Vicenza mittiviti a cista ‘nterra, china ì chiddu bbeni ì Diu: purpitelli, vromiceddi, capi ì chiovi, fragaglia ì trigli, frunni ì castagna e

La lapide

“Il Disegno Onnipotente li portò a questo mare; a questo mare diedero la vita. Con gratitudine e riconoscenza i portatoli a futura memoria posero”. Questa è l’epigrafe che campeggia sulla lapide che ho voluto fortemente apporre sul muro antistante la chiesa della Madonna di Portosalvo per onorare la memoria dei marinai che, dai primi del

Le botteghe del Porto

Le botteghe del porto anni ’40   In questa pagina, si intende raccontare, per meglio inquadrare gli usi e i costumi della comunità marinara di Maratea a cavallo degli anni ‘40, dove erano ubicate e da chi venivano gestite le botteghe del borgo marinaro. Si può dire, senza tema di smentita, che gli esercizi commerciali

I Purcili

Fino alla metà degli anni sessanta ogni famiglia di pescatori del Porto possedeva un porcile in cui alleva un maiale che, specie durante la guerra, costituiva una fonte imprescindibile di sostentamento durante tutto l’anno,visto che tutte le parti dell’animale venivano lavorate e conservate in vario modo.I porcili  erano ubicati nel Crivo (Giuvannuzzi, Tresina ì Sceru,

‘A festa dù Portu

In questa sezione vogliamo ricordare, descrivedone alcuni particolari poco noti, la festa della Madonna di Porto Salvo, protettrice del porto di Maratea e, conseguentemente, di tutti i marinai del luogo. Perciò abbiamo deciso di scegliere il periodo intorno ai primi anni sessanta perché quella festa aveva un fascino particolare, sia in termini di partecipazione popolare