Monthly Archives: dicembre 2011

murena

Murena

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 Dal gr. “μύραινα” deverb. Di “μύρω”, scorrere. Nelle Etimologie di Isidoro da Siviglia si legge: “E’ molto difficile uccidere una murena colpendola con un bastone, assai facile, invece, servendosi di una canna sottile. Il suo spirito vitale si cela chiaramente nella coda..”. Capita talvolta nelle nasse. La sua carne è ottima. Il sangue è tossico, ma la cottura lo rende innocuo. Questi anguilliformi hanno un corpo serpentiforme, leggermente compresso ai lati, non ricoperto da scaglie. La testa è breve, i denti sono lunghi e appuntiti, spesso caniniformi. I colori sono spesso bruni, in molte specie però possono esserce reticolature o macchie chiare, talvolta questi disegni possono formare disegni complessi.

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Scorfano nero

Scorfano

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Dal lat. “scorpaēnam”, gr. “skόrpaina” deriv. di “skorpίos”, scorpione marino.  Ha carni delicate. E’ vorace e si sposta prevalentemente di notte per ricercare il nutrimento. Le spine delle pinne posseggono internamente delle ghiandole velenifere situate in apposite scanalature. La loro puntura è molto dolorosa e i suoi effetti si risentono per qualche ora. È riconoscibile da tutte le altre Scorpaena  per le appendici carnose sul mento, nessun’altra specie le ha. C’è anche una appendice allargata sull’occhio. Per il resto è simile alle altre scorpene, con testa massiccia (forse in proporzione più grande che nei congeneri) spinosa e coperta di appendici cutanee. Passa gran parte del tempo fermo immobile in un punto rialzato attendendo che una preda gli passi davanti.

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cernia-i-scuoglio

Cernia

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Dal lat. tardo “acèrniam”, class. “achărnam”, lupo di mare, pesce.  Ha abitudini sedentarie, tanto da frequentare per molti anni la stessa zona. E’ difficilmente catturabile con lenze ed ami perché offre grande resistenza e resta intanata. Il pesce è un ermafrodita proterogino, che diviene maschio intorno ai dodici anni. Gli esemplari di grandi dimensioni sono pertanto tutti di sesso maschile. La riproduzione avviene durante il periodo estivo. È di colore bruno con macchie più chiare, tendenzialmente più scuro negli esemplari più vecchi; tipiche le macchie chiare attorno l’occhio. E’ molto longeva vivendo fino e oltre i 50 anni.

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Tracina

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Dal gr. δράχαιυα “dragonessa”, lat. volg. tràcina e class. Dracaēnam. La pinna dorsale è provvista di spine e ghiandole che, in caso di puntura, iniettano veleno procurando forte dolore. Le tracine si immergono nel fondale sabbioso, lasciando liberi solo gli occhi e le spine velenifere. Quando una preda capita a portata di bocca esse escono velocemente fuori dal loro nascondiglio. Si cibano di piccoli pesci e crostacei.

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serra

Serra

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Serra = Pesce serra. Dal lat. “sĕrram”, sega per la forma dei denti simile alla lama di una sega. Taglia anche le maglie delle reti da posta. La sua carne é grigiastra e spesso stopposa. La sua abbondanza varia di anno in anno, in alcuni periodi è comunissimo per poi sparire per interi anni. È un migratore, in inverno si sposta in acque più calde.Può superare il metro di lunghezza e i 10 kg. in peso. La taglia media è sui 50/60 cm.

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mormora

Mormora

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 Dal gr. “Mormyros”, lat. class. “Mŏrmyrem”, lat. volg. “Mόrmura”. Dal colore della livrea che somiglia a marmo venato con striature nere. Simile agli altri Sparidi, il corpo è alto, compresso ai fianchi, ovaloide affusolato con pinna dorsale e anale rette da grandi raggi erettili. Gli esemplari giovani sono gregari e tendono a raggrupparsi in banchi anche numerosi, ma durante la crescita assumono un comportamento più solitario.

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merluzzo

Merluzzo

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 Dal lat. “mĕrulam”, pesce merlo. Si presenta con un corpo allungato e slanciato, i denti prominenti sono distribuiti sulle due mascelle: quella inferiore è più lunga di quella superiore. La bocca, profondamente incisa e rettilinea, armata di forti denti, ricorda quella del luccio. Si riproduce in inverno fino all’inizio della primavera. Le carni sono delicate e molto digeribili, consumate spesso lesse.

 

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musdea

Mustella

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Dal lat. “mustēla”, donnola, deriv. di “mūs”, topo. Per la somiglianza con il mammifero. L’alimentazione è carnivora.  La sua carne, delicata e facilmente digeribile, è piuttosto flaccida.

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aluzzo

Luccio di mare

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 E’ pelagico e  vive in piccoli gruppi nelle acque superficiali in prossimità delle coste. Da adulti, i lucci marini sono più solitari. Ha denti acuti e affilati, leggermente  ricurvi verso l’interno della bocca. Etimologia incerta.

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grassuocchio

Rovello

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Con ogni probabilità il riferimento è alla forma acuta, terminate a punta del muso. Specie gregaria, che si raduna in branchi che si spostano, con l’età, in profondità sempre maggiori (fino a 600 m). Ha un aspetto tipicamente da sparidi con corpo alto ed appiattito lateralmente, con occhio molto grande. Il colore è rosso su dorso e fianchi negli adulti mentre nei giovani è argenteo. È sempre presente una macchia nera circolare dietro la testa. Tutte le pinne sono rosa.La nutrizione è carnivora. Si ritiene essere un pagello giovane che oltre i 30 cm assume i connotati della specie adulta con probabile inversione sessuale.

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