Pesce Rondine

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 Capita spesso che di notte finisca il suo volo all’interno delle barche dei pescatori e sembra che siano anche attratte dalle luci.  Il dorso è azzurro vivace ed i fianchi argentei. Tutto il corpo ha riflessi iridescenti. Le pinne pettorali sono grige chiare con un bordo biancastro.

Alalunga

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Da “āla”, pinna e “lŏnga”, lunga. E’ pelagico e veloce migratore. Si riproduce da metà luglio a metà settembre nell’area dello stretto di Messina. Uova e stadi larvali sono pelagici. Si nutre di pesci in genere, cefalopodi e crostacei planctonici. Il colore è simile a quella del tonno rosso, blu scuro sul dorso e bianco su fianchi e ventre. Questa specie viene attratta spruzzando acqua a pioggia dietro la poppa della barca. La carne è bianco rosea e non rossa, viene considerata migliore di quella del tonno rosso perché più magra. La carne si vende fresca ed in conserva.

Martino Biagio

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detto Blasittu. Andava alla lambara con i Giuvannuzzi.

Martino Bernardo

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detto Zio Benny (foto) da giovane ricordato come roccioso terzino del Maratea Calcio , da marinaio come fedelissimo compagno di pesca di Pinuccellu sia con lo strascico che con il Cingiorro per le alici e i tonnetti . E’ morto ,per un malore, sulla  banchina in un freddo pomeriggio di gennaio.

Limongi Vincenzo

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detto Picareddu come , per discendenza erano  chiamati gli antenati.

Limongi Petro

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Era uno dei proprietari delle lambare del Porto anni 50.

Limongi Antonio

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 detto Taglacapu perché quando si macellava il maiale deputato al taglio della testa. Andava con Bifareddu a pesca di vope
a Santoianni . Viveva in un basso da solo e aveva, come comodino, una damigiana di vino a cui attingeva direttamente. Usava spostarsi lungo   la strada che portava alla cantina di Virgiliu appoggiandosi ad una sedia  che usava come bastone e su cui si sedeva, di tanto in tanto, per riposarsi.  Una mattina fu trovato morto nel basso in cui dormiva.

Licasale Gerardo

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detto Menzu Chilu  Persona esile e minuta deve il  soprannome alla Maestra ì Gnaziu . Quando andava alle elementari spesso non trovava posto nel banco. La maestra lo esortava a sedersi perché “ nu menzu chilu i cristianu “ poteva facilmente ricavarsi uno   spazio.Emigrato in America del sud ,oltre ad avere una grande passione   per la pesca (in particolare per la “minaita”) era bidello presso le scuole medie.

Leserre Luigi

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detto zu Luiggiu  per rispetto al grado di ex maresciallo della Regia Marina . Era un celebre bevitore di vino, tanto, da averne la voce tremolante  e poco comprensibile da chi ne ascoltava i  racconti. Non era un estimatore dei preti e soleva, imprecare tentando, inutilmente, di mordersi la punta del  gomito del braccio destro dicendo: “furtuna ì Luiggiu!!!”, non capacitandosi del perché nella vita fosse stato o riteneva di  esserlo, decisamente sfortunato. Era famoso perché era l’unico in grado di tagliare le trombe d’aria ( cudi ì zufuni ) che si dirigevano minacciose verso il porto. Per ciò usava un coltello con il manico d’osso facendo il segno di reciderla mentre pronunciava una formula magica segreta che poteva tramandarsi solo la notte di Natale a una sola persona per volta previo giuramento di mantenere per sempre il segreto.

Lemmo Raffaele

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detto ù Ciucciàru perché lavorava come un mulo. Quando andavano  nu  sciavicheddu, vi era l’abitudine, tra una cala e l’altra, di riposarsi sulla spiaggia. Lui approfittava della sosta per andare a mungere delle mucche che pascolavano in prossimità della   stessa, per poi portare il latte agli altri pescatori.